Sono arcinote le questioni aperte e mai chiuse che riguardano Pitigliano. L’ex carcere, le terme, i parcheggi, la questione della centrale idroelettrica. Cinque anni fa, la situazione era più o meno la stessa. E’ abbastanza scontato che la prossima campagna elettorale per le amministrative sarà basata anche su questi argomenti irrisolti da anni.

L’ex carcere ha una storia quasi ventennale. Costato più di sei miliardi di lire in sostanza ha funzionato per poco ed è stato poi “donato” al Comune. Che, almeno a quanto visto fino adesso, non sa che farsene. Nel 2015 l’allora sindaco Pier Luigi Camilli parlava di un ostello. Oggi è ancora, se possibile ancora di più, una bella gatta da pelare.

L’albergo delle terme, fermo da vent’anni è un’altra spina nel fianco. Messo all’asta, è passato da una base d’asta di 7 milioni a poco più di 2. L’ultima asta è stata bandita per il 26 gennaio scorso.

E poi gli ascensori per un parcheggio, sul modello di quelli fatti a Orvieto, in un parcheggio che non esiste e la centrale elettrica che non fa elettricità e che riduce il flusso delle acque. Pitigliano non è solo questo, ha molte potenzialità e diverse realtà che si stanno facendo strada. Ma la sfida (come si dice oggi) è anche quella di avere un’idea precisa, praticabile, per le storiche incompiute. Affinché da spreco di denaro pubblico divengano risorsa per la città.

(F.M.)

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